Bach Cello Suite

Lo studio delle Suites per cello solo di Bach

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venerdì, aprile 30, 2004

L'USO DEI SUONI ARMONICI

L’USO DEI SUONI ARMONICI NEL BAROCCO

   I suoni armonici furono scoperti, od almeno definiti, da J Sauveur 1653-1716. Nel periodo Barocco, che io sappia, non venivano usati sul violoncello. Riporto qui l’inizio del primo capitolodel Trattato di musica secondo la vera scienza dell’Armonia (testo fondamentale per lo sviluppo dell’armonia moderna) di Tartini stampato in Padova nel 1754. Da quanto si legge essi erano conosciuti a livello pratico già dal medioevo con l’uso della tromba marina, strumento medioevale ad arco senza manico su cui erano tese da una a tre corde che venivano sfiorate per ottenere i suoni armonici. Così termina il passo del Tartini: “ Il che non succede, né può succedere nel Violoncello, Violino ec., perché il dito comprimente la corda su la tastiera forma sempre un nuovo capotasto; cosicchè fisicamente è impossibile, che le vibrazioni della corda suonata su tali strumenti passino all’avanzo di corda, ch’è tra il dito del suonatore, e il capotasto naturale”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ricordo che Tartini è considerato un innovatore nella tecnica violinistica, famoso il suo Trillo del diavolo. Considerato il suo valore in campo teorico musicale, sembra strano che non abbia intuito che i suoni armonici potessero essere prodotti anche sugli strumenti ad arco con la stessa tecnica usata per la tromba marina. Avanzo qui un’ipotesi non so quanto attendibile che può aver fuorviato Tartini: sulla tromba marina gli armonici erano ottenuti con l’arco che suona la corda nel tratto tra il capotasto ed il dito che la sfiora, mettendo quindi in movimento la parte di corda che effettivamente produce l’armonico (escludendo le posizioni acute) nella progressione dei numeri primi 1-2-3 etc. della loro frequenza, inversamente proporzionali al tratto di corda messo in vibrazione 1(corda a vuoto)-1/2-1/3 etc. Negli strumenti ad arco avviene il contrario, (sempre escluse le posizioni acute) il tratto di corda suonato con l’arco è la restante parte di corda che produce ugualmente il suono armonico scomponendo la sua vibrazione sempre nella progressione 1-2-3 in relazione al tratto di corda tra il capotasto ed il dito che la sfiora 1-1/2-1/3. Non so se sono stato chiaro spero di si.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

postato da: aless alle ore 02:50 | link | commenti
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