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Questo sito http://www.armelin.it/CollanaPDM/051.htm di Giambattista Valdettaro presenta l’edizione delle Suites dell’autore.
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Oltre ad alcune notizie utili leggiamo quanto segue:
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L'usanza dei cosiddetti "filologi" di interrompere i suoni tra un movimento e l'altro spezza questi legami armonici. E' particolarmente importante, invece, tenere per intero il valore della nota inferiore, nelle doppie note e ricercare il più possibile la pienezza nelle note gravi degli accordi, cosa che spesso non viene curata. I punti dove ciò non è possibile per ragioni tecniche sono veramente pochi, molto meno di quanto comunemente si pensi. L'osservanza di questa regola può arrecare delle liete sorprese. Un esempio per tutti: nella penultima battuta dell'Allemanda della quinta Suite, molti tendono ad accorciare il RE che vale due quarti perché il DO, croma finale della stessa battuta sotto la quale questo RE dura ancora, fa parte dell'accordo perfetto minore successivo che conclude l'Allemanda stessa. Ma se noi teniamo questo RE per tutto il suo valore (come si trova in tutti e quattro i manoscritti) il fatto che il MI bemolle successivo "si faccia aspettare" provoca nell'ascoltatore una sensazione di indefinito e di infinito che si perde se non si osserva questo particolare apparentemente così poco importante.
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Per la lettura del manoscritto è necessario precisare che la V° Suite è stata concepita con l’abbassamento di un tono della prima corda, SOL anziché LA, ma al fine di permettere una facile lettura all’esecutore le note suonate su questa corda sono state segnate un tono sopra, permettendo di leggere le note come se fossero scritte con un’accordatura normale. Faccio notare inoltre che il LA2 dovrebbe portare il diesis.
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Se per filologia si intende una ricerca di interpretazione vicina all’originale, L'usanza dei cosiddetti "filologi" di interrompere i suoni tra un movimento è evidentemente non filologica, tanto più che in questo caso non si tratta di un’approssimazione di scrittura, ma di un aspetto armonico strutturale che (non me ne voglia l’autore se leggerà queste righe) mi sembra non sia da lui stato capito.
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Scrive l’autore: molti tendono ad accorciare il RE che vale due quarti perché il DO, croma finale della stessa battuta sotto la quale questo RE dura ancora, fa parte dell'accordo perfetto minore successivo che conclude l'Allemanda stessa in altre parole il RE della penultima battuta armonizzato in funzione di dominante SOL verrebbe a creare una dissonanza con il DO che appartenendo alla funzione armonica successiva non deve entrare nell’accordo di Dominante.
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L’autore dà la seguente spiegazione di questo errore interpretativo: Ma se noi teniamo questo RE per tutto il suo valore (come si trova in tutti e quattro i manoscritti) il fatto che il MI bemolle successivo "si faccia aspettare" provoca nell'ascoltatore una sensazione di indefinito e di infinito che si perde se non si osserva questo particolare apparentemente così poco importante.
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In altre parole, se interpreto bene, tenendo il RE per tutta la sua durata, si creerà una dissonanza che risolvendo in ritardo sul Mibemolle, " provoca nell'ascoltatore una sensazione di indefinito e di infinito che si perde se non si osserva questo particolare apparentemente così poco importante.
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Quello che l’autore definisce questo particolare apparentemente così poco importante è in realtà una anticipazione della fondamentale dell’accordo successivo, artificio armonico molto usato da Bach, ed esso non risolve sul Mibem. successivo, ma come anticipazione diretta risolve su se stessa. E la: sensazione di indefinito e di infinito è data proprio dall’arrivo “sospeso” della settima, e questa sensazione si protrae sino al Mib nota che caratterizza con certezza l’accordo di tonica e la relativa cadenza.
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Questo evidentemente era stato capito dai vari redattori dei manoscritti che, come dice l’autore si trova in tutti e quattro i manoscritti, non hanno avuto dubbi interpretativi sul significato armonico del DO, mantenendo su di esso la funzione di Dominante.
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L'indicazione Courante è un errore