Bach Cello Suite

Lo studio delle Suites per cello solo di Bach

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lunedì, marzo 31, 2003

ANALISI DELLA SARABA...

ANALISI DELLA SARABANDA DELLA QUINTA SUITE

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Questa perla incastonata nella Suite rappresenta, insieme all'Allemande della VI°, un pezzo che assume un valore assoluto per bellezza ed implicazioni concettuali, come avviene nel Films "La caduta degli Dei" di Luchino Visconti. Molto lontana dalla sua origine di danza, priva di armonia verticale, offre un esempio, come del resto tutte le Suite per cello solo, di armonia lineare. Una sua particolarità sta nel fatto, che a differenza di tutte le altre danze, non modula alla dominante. La modulazione alla dominante, la più usata, è tralasciata in una musica di così alti valori introspettivi e concettuali

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No so quanto possa interessare una vivisezione musicale, ammessa la sua giustezza.

Personalmente quando suono, il controllo analitico, è un aiuto indispensabile che evita involontari sbilanciamenti esecutivi e mancanza di unità linguistica.

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Ho avuto anche timore di “non essere condiviso”, per usare un eufemismo, da chi conosce meglio di me la musica, senza contare il giudizio di chi non approva queste ricostruzioni schematiche, considerandole artificiose e avulse dalla realtà compositiva. Tesi che effettivamente parrebbe emergere dalla lettura dei manoscritti e delle relative legature, che tengono conto più dei raggruppamenti ritmici che non del respiro formale.

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Mi tranquillizza il fatto che Bach non sia presente tra noi, (si fa per dire) in ogni caso questa visione apparentemente schematica è per me essenziale nella comprensione di Bach e della musica in genere. Infine il piacere, come dire, di “possedere” questa musica nella sua struttura, te ne rende partecipe in modo particolare.

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GENERALITA’

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La Sarabanda è una danza di origine orientale, in origine di carattere sfrenato, (come suggerisce il nome) si trasformò in una danza in tempo ternario di andamento largo e nel XVII° secolo si inserì nella suite come danza centrale.

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Il suo largo andamento favorisce l’inserimento di varie ornamentazioni. Questa della quinta Suite rappresenta un qualcosa di unico e si rimanda ad un precedente scritto in cui è riprodotto anche il manoscritto.

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SCHEMA FORMALE

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Concepita nella forma binaria affermativa A-A’, (vedi il capitolo Forma) dove A rappresenta il primo episodio costituito da un periodo nella forma basilare binaria di otto battute e ritornello. Composto di due frasi binarie di quattro battute, a loro volta composte da due semifrasi binarie di due battute, a loro volta composte da due incisi ternari ciascuno di una battuta.

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L’apparente asimmetricità degli incisi (ternari) rispetto alle altre aggregazioni (binarie) in realtà conferma la perfetta forma simmetrica di questo periodo, in quanto l’andamento ternario degli incisi corrisponde all’andamento ternario della battuta, ¾, in cui ad ogni quarto di tempo corrisponde un piede di tipo battere levare. (andamento tetico)

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Si ricorda che i periodi, e per estensione ogni forma, hanno un andamento tetico (porsi) quando iniziano sul tempo forte, anacrusico (senza accento) quando iniziano in levare e acefalo (senza testa) quando iniziano con una pausa.

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Schematicamente: indicando il periodo con A, la frase con a, la semifrase con a, l’inciso con a, i piedi con 1,2,3, la forma di risposta affermativa con x’, avremo: [A / aa’ ] [ a / a - a’ ] [ a / a-a’ ] [ a / 1-2-3 ]

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Il secondo episodio A’, ha una maggiore amplificazione del primo, è costruito in forma ternaria. Schematicamente: [ A’ / a a’ a’’ ], le frase hanno un andamento binario come le precenti.

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Nella forma binaria A-A’, il secondo episodio di risposta, tende ad avere una maggiore dilatazione, quasi ad elaborare e chiudere il primo.

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MODULAZIONE

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Normalmente l’andamento armonico di una danza ha spesso questo schema: [ tono principale – modulazione alla dominante ] [ tono della dominante – ritorno al tono principale] . Dove vengono espressi i principi di variazione e organizzazione tonale.

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La modulazione alla dominante può essere paragonata ad una cadensa sospesa I-V, in cui la tensione armonica tende naturalmente a “risolvere” ritornare al tono principale V-I cadenza perfetta. Abbiamo quindi nell’andamento della modulazione un richiamo alla forma cadenzale.

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La particolarità armonica di questa Sarabanda sta nel fatto che non modula mai alla dominante. Come già espresso, dato il particolare carattere introspettivo di questa musica, la modulazione alla dominante, in sé positiva ed affermativa, forse non è adatta a questa musica. Non necessariamente tralasciata come processo volontario, ma induttivo.

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PRIMO EPISODIO

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Il primo inciso si apre sulla funzione (1) di tonica nella tonalità principale del pezzo DOm, sol-mi-do, con appoggiatura (2) ascendente si sul do e termina in funzione di sottodominante(FA) sul lab. Inciso quindi di tipo battere levare.

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Alla battuta di ¾, composta di tre movimenti di ¼ ciascuno, corrispondono i tre piedi dell’inciso così suddiviso: il primo piede con due note dell’accordo di tonica sol-mi di 1/8 ciascuna, il secondo piede apre con l’appoggiatura ascendente posta sulla parte forte del secondo movimento che sale di grado alla tonica si-do 1/8 ciascuna, il terzo piede infine è rappresentato da una semiminima (1/4) lab..

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Qui dobbiamo precisare che il sesto grado lab. potrebbe appartenere sia alla funzione di sopratonica (secondo grado), a quella di sottodominante (quarto grado) ed a quella di sopradominante. (sesto grado) Questa nota non è armonizzata, (tutta la Sarabanda si muove esclusivamente con un’armonia lineare) ma è ugualmente importante capirne la sua funzione tonale. Anzi, se ne capisce la funzione suonando il pezzo, a conferma che l’”architettura” musicale è un “a posteriori”, una conseguenza, una codificazione (sempre in movimento) di un linguaggio nato spontaneamente.

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Per comprendere la funzione tonale del lab bisogna ritornare a quanto detto circa i gradi principali della scala, II-V-I.

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Nel capitolo armonia abbiamo precisato come un giro armonico non inizia dal I° grado, che rappresenta un punto di arrivo, quindi il giro armonico dovrebbe iniziare dal lab. Ma suonando questa prima battuta ci accorgiamo che la sensazione di cadenza è netta, e che il giro armonico si apre sulla funzione tonale DO, infatti questa battuta (pur priva di sensibile) fa sentire il tono di Fam con i primi due piedi sol-mi e si-do in funzione di dominante DO di FAm, quindi V-I in Fam (scala minore naturale) e non I-V in DOm. Però non essendo in seguito la tonalità affermata, ma muovendosi in DOm consideriamo anche questa battuta in DOm, con la nota lab in funzione di sottodominante FA.

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Il secondo inciso imita ritmicamente il primo e ne rappresenta la risposta affermativa. Si apre in funzione di sottodominante sulle note do-lab-fa con appoggiatura ascendente mi sul fa e si porta verso il si in funzione di dominante formando una cadenza sospesa IV-V, FA-SOL.

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I due incisi rappresentano la prima semifrase binaria affermativa del nostro periodo. Si potrebbe dire che rappresentano delle cadenze semplici che non esprimono un vero giro armonico, che verrà espresso nella successiva semifrase.

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Per quanto riguarda i punti salienti (3) dei rispettivi incisi, cadono sui rispettivi tempi forti ed il punto saliente della semifrase sul tempo forte del primo inciso.

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La seconda semifrase si apre sull’accordo del secondo grado con le note re-lab fa e appoggiatura ascendente mi sul fa e si muove con il salto principale verso il sol in funzione di dominante, (cadenza sospesa) e qui termina il primo inciso.

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Il secondo inciso apre in levare sul sol sempre in funzione di dominante e si porta con il salto principale (cadenza perfetta) verso le note mib–do in funzione di tonica, la prima con appoggiatura discendente fa e la seconda con appoggiatura ascendente si; il movimento di questo secondo inciso e della semifrase si chiude con il do basso avviamente anch’esso in funzione di tonica.

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Il movimento della seconda semifrase ha quindi l’andamento II-V-I che rappresenta il giro armonico sui gradi principali della scala. I punti salienti coincidono ai tempi forti delle battute, il punto saliente della semifrase coincide con l’inizio della terza battuta e quello della frase sul tempo forte della prima battuta.

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Queste due semifrasi rappresentano la prima frase del nostro periodo. Questa prima frase rappresenta un organismo musicale già in se compiuto chiudendo con una cadenza perfetta.

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Riassumendo: ai primi due incisi introduttivi di idea tematica (la Sarabanda è monotematica) risponde un movimento più ampio ed organizzato di chiusura. Avendo un organismo compiuto possiamo già parlare di arcate diteggiatura e polifonia.

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E’ bene qui precisare che quando parliamo di polifonia in relazione alle nostre Suite non intendiamo andamenti di voci con una loro forma autonoma, esse pur con un loro andamento si collocano in una unica espressione formale.

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Se esaminiamo l’andamento del basso dei nostri quattro incisi possiamo notare che: il primo inciso cadenza sul lab in funzione di sottodominante quarto grado IV, il secondo inciso cadenza sul si in funzione di dominante quinto grado V, il terzo inciso cadenza sul sol in funzione di dominante V, ed il quarto cadenza sul do basso in funzione di tonica primo grado I.

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Abbiamo IV-V-V-I, contraendo IV-V-I che rappresenta un giro armonico completo. Ricordiamo che il IV grado, grado derivato, non compie il salto principale di quarta o quinta ma sale di grado al quinto. Quindi è chiara l’intenzione di Bach di far muovere il basso con un suo andamento autonomo che non coincide con l’andamento cadenzale principale. Individuiamo quindi la seguente voce al basso: lab-si-sol-do.

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Per quanta riguarda la voce superiore notiamo questo: nell’andamento ternario degli incisi è percepibile il raggruppamento dei primi due piedi rispetto al terzo, questo rappresenta la voce superiore che in se ha un andamento autonomo.

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Abbiamo quindi delle indicazioni sufficienti per la scelta delle arcate. La voce al basso avrà sempre un cambiamento di arcata per sottolinearne l’andamento autonomo ed i cambi di armonia cadenzali. Alla voce superiore è possibile applicare arcate diverse. I primi due piedi dei primi tre incisi rappresentando singole armonie con appoggiature, potrebbero essere legati in un’unica arcata, io preferisco legare ogni piede perché permette di sottolineare anche le appoggiature. L’ultimo inciso inizia in levare in funzione di dominante sul sol, questa nota sarà eseguita staccata per il cambio di armonia successivo e per sottolineare l’andamento levare battere, gli altri piedi di quest’ultimo inciso saranno legati come gli altri, rappresentando due note dell’accordo di tonica con relative appoggiature.

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In relazione alle arcate, arco in su e arco in giù, si deve seguire i seguenti accorgimenti: l’arco in giù permette un attacco più deciso, è indicato per gli accenti forti dei punti salienti, la successiva arcata tende al decrescendo quindi non adatta a raggiungere un punto saliente dove tende l’espressione generale suggerendo un crescendo, l’arco in su ha un attacco meno incisivo ma tendente al crescendo, si addice a movimenti in levare ed ai movimenti che raggiungono un punto saliente.

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Naturalmente i punti saliente avranno maggiore importanza più ampia è la forma a cui si riferiscono, inoltre tutto questo si riferisce ad un andamento naturale, che in alcuni casi può essere negato.

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Il problema diteggiatura è necessario prenderlo in considerazione al periodo. Per quanto riguarda la nostra frase il suo punto saliente cade sul tempo forte della prima battuta, si avrà quindi un attacco in giù, il successivo andamento non richiede variazioni.

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Inoltre in linea generale i cambi di arcata devono avvenire sui così detti punti morti, (dove respirano i cantanti) nei collegamenti degli incisi delle semifrasi etc., seguire l’andamento formale. L’errore più evidente è quello di legare gruppi di note in relazione alla suddivisione ritmica dei vari tempi raggruppando note appartenenti ad incisi diversi.

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La seconda frase si muove nella relativa tonalità maggiore, in MibM. Si apre sull’accordo di DOm con appoggiature discendenti lab sul sol e reb sul do. La modulazione quindi avviene considerando l’accordo di tonica della vecchia tonalità come accordo sul sesto nella nuova.

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La seconda battuta, secondo inciso, si apre in progressione in relazione ai primi due piedi accordo V7 e nona discendente do sul sib, qui termina la prima semifrase, sull’accordo di settima di dominante.

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La seconda semifrase si apre sull’accordo di tonica, cadenza perfetta, la settima dell’accordo precedente risolve discendendo di grado e la sensibile risolve salendo di grado. Il secondo inciso si apre in levare in funzione di dominante, con il quinto e settimo grado che risolvono sul mib basso cadenza perfetta.

Qui termina la prima frase della Sarabanda ed il nostro primo episodio che si ripeterà col ritornello.

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Il terzo piede dei primi due incisi e l’ultimo inciso determina

postato da: aless alle ore 01:36 | link | commenti (1)
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