ARMONIA
GENERALITA'
Per Armonia si intende lo studio dell'aggregazioni sonore sovrapposte. Gruppi di note suonate simultaneamente.
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Normalmente si intende per armonia il sostegno ad una linea melodica, ma anche le composizioni polifoniche: fuga, canone, seguono un andamento armonico. Un andamento cadenzale, un giro armonico, che aprono e chiudono una forma, frase periodo, con la differenza che nella musica contrappuntistica, (così viene difinita la musica polifonica, dall'antica espressione punto contro punto) avendo le voci, andamenti autonomi, hanno di conseguenza ciascuna un suo andamento formale, spesso non facilmente identificabile, almeno per me. Il primo passo, (in una trattazione generica) è quello di capire le varie funzioni dei gradi delle scale.
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Un libro per me essenziale, pur nella sua concisione è "L'ARMONIA" di Walter Grandi edizioni Zanibon. v. bibl.
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FUNZIONI ARMONICHE PRINCIPALI
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Dalle prime forme di polifonia, organum, in cui le voci procedevano per quarte e quinte parallele, dai modi gregoriani, la sensibilità musicale ha progredito verso l'affermazione della tonalità, con l'introduzione della sensibile al settimo grado, e l'affermazione di un'armonia che procede per sovrapposizione di terze, riducendo le varie scale nei modi maggiore e minore.
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Bach può essere considerato il grande codificatore dell'armonia moderna, dove il cadenzare è sempre netto ed esplicito, sia che si tratti di composizione affidate a strumenti monodici, come le nostre suite, dove sviluppa un'armonia orizzontale in una polifonia che, in alcuni casi, raggiunge le quattro voci!!!, sia nelle grandi costruzioni polifoniche.
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Quanto verrò esponendo sarà un po' noioso, ma capite le funzioni armoniche dei vari gradi della scala, la musica di Bach ci diventerà leggibile. Rifacendosi all'antica teoria gregoriana dei tetracordi, (letteralmente, quattro corde, quattro suoni) i gradi principale della scala e, di conseguenza gli accordi cui sottintendono, vengono identificati nel I- IV, (inizio e fine del primo tetracordo) e V- I. (inizio e fine del secondo tetracordo) Cioè, nella scala di DOM: DO-re-mi-FA e SOL-la-si- DO.
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Ad avvalorare questa tesi viene addotto anche il fatto che, sui detti gradi I-IV, nel modo maggiore corrispondono accordi maggiori, e accordi minori nel modo minore, si esclude il V grado avendo accordi maggiori nei due modi. Si ricorda che nel modo minore in armonia ci riferiamo alla scala armonica. Ora, come ci spiega Walter Grandi op. cit., mentre è giusto parlare di gradi principali per il V e I grado, (che introducono a due "sensazioni" della sensibilità armonica moderna, il salto di IV giusta ascendente SOL-la-si-DO in rivolto V giusta discendente SOL-fa-mi-re-DO, che dà un senso di soddisfazione e di posa da qui cadenza letteralmente"cose che cadono", e quello della sensibile, VII grado che tende a salire alla tonica per semitono SI-DO, si ricorda che nella scala maggiore tutte le note "naturali" sono a distanza di tono, meno la VIII sensibile, così chiamata per la sua tendenza a "risolvere" salendo di grado per semitono appunto alla tonica, nota base della tonalità, ed il III grado che dista un semitono dal IV) non lo è per il tetracordo I e IV, DO-re-mi-FA, in quanto, riproducendo esattamente il tetracordo ora descritto, SOL-la-si-DO, introdurrebero ad una seconda tonalità, FA con sensibile ascendente MI, e dominante che compie il salto naturale di IV ascendente o V discendente DO-re-mi-FA.
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Da qui deriva che il primo tetracordo non partirà da DO, nota che determina la tonalità, che ne rappresenta il punto finale, di arrivo, ma dal RE, nota successiva, (sopratonica) che compiendo il descritto salto naturale di IV giusta ascendente o V giusta discendente, tende a "cadere" provvisoriamente sul V, cadenza sospesa, il quale, a sua volta compiendo il già descritto salto di IV o V tende a "cadere", definitivamente, questa volta, sulla tonica, cadenza perfetta, ed il nome del V grado dominante ne diviene ancor più appropriato rappresentando il punto di giunzione, di collegamento dei due tretacordi.
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I gradi principali della scala, vanno quindi identificati nel II-V-I. Giunti a questo punto, e per comprendere, non con le parole, ma con la musica, suoniamo la successione RE-SOL-DO, preferibilmente al basso, (il basso base su cui poggia l'accordo, è il più indicato per eseguire il nostro gruppo cadenzale, il nostro giro armonico) per capirne bene il significato. All'andamento sopratonica-dominante-tonica, possiamo aggiungere una tonica iniziale, che aprirà il pezzo, ma non il giro armonico. Avremo quindi questa successione al basso: DO-RE-SOL-DO, che rappresenta un giro armonico completo e può essere l'andamento armonico di un periodo musicale, molte canzoni sono composte con questi semplici accordi.
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Proviamo ad aggiungere una seconda voce. Abbiamo detto che gli accordi si formano per sovrapposizione di terze, (in questi esempi ci riferiamo solo alle triadi, accordi di tre suoni, consonanti) al primo DO possiamo aggiungere (intendo verticalmente, armonicamente) un SOL, seconda terza, (quinta) (DO-re-MI-fa-SOL) al RE la prima terza FA, al SOL la prima terza, che corrisponde al SI, sensibile che tende a salire di semitono al DO, mentre il basso compie il naturale salto SOL-DO. Abbiamo già composto un organismo musicale in se autonomo, mentre il basso compie il suo movimento cadenzale DO-RE-SOL-DO, la voce superiore si muove col movimento SOL-FA-SI-DO. (Quando parliamo di sovrapposizione di terza, quinta etc. va inteso in senso estensivo, in relazione anche alle decima (terza all'ottava superire) e dodicesima.
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Questa è solo l'ossatura armonica, senza una vera forma. Molti periodi di Bach sono composti così, con questi bassi fondamentali o con forme ad esso riconducibili o similari.
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Parlando dei gradi della scala abbiamo detto che i vari gradi sono tutti a distanza di tono ad eccezione del VII, sensibile che risolve sulla tonica SI-DO, ed il III e IV. Evidentemente, anche tra questi gradi, esiste un rapporto di sensibile, qui prendiamo in considerazione il IV che scende al terzo, viene definito sensibile modale perché risolve discendendo al III grado chiamato modale (o mediante) perché determina il modo, maggiore MI o minore MIb.
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Riassumendo, i concetti fondamentali che abbiamo introdotto sono: -1- I gradi principali, tonali, che determinano la tonalità, sono il: II-V-I della scala. -2- IL salto di IV giusta ascendente SOL-(la-si)-DO o V giusta discendente SOL-(fa-mi-re)-DO, rappresenta il naturale movimento dei gradi fondamentali (ed in generale di qualsiasi grado della scala considerato come fondamentale, cioè non in rivolto) della scala, e viene definita cadenza, letteralmente "cose che cadono", proprio per la sensazione che da di "cadere", trovare una posa, un senso di soddisfazione, chiusura (momentaneo o definitivo) sulla nota successiva. -3-Le due sensibili (semitono) risolvono, hanno la tendenza: quella tonale VII grado a salire di grado verso l'VIII grado, (I grado all'ottava alta) verso la tonica, ed il IV grado, sensibile modale, tende a risolvere scendendo al III chiamato modale.
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FUNZIONI ARMONICHE PRINCIPALI RIVOLTI
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Dopo aver determinato i gradi principali della scala, che rappresentano l'andamento tonale principale, prendiamo in considerazione l'andamento con i rivolti.
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Per rivolto di un accordo, si intende un accordo, con al basso, non la nota generatrice, ma un'altra nota dell'accordo stesso. L'accordo di DOM, DO-MI-SOL per esempio, può avere due rivolti: MI-SOL-DO e SOL-DO-MI, rispettivamente primo e secondo rivolto.
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Un accordo sotto forma di rivolto non perde il suo significato tonale, ma assume caratteristiche diverse. Abbiamo già determinato le funzioni tonali principali allo stato fondamentale nei gradi: II-V-I. Nelle funzioni principali sotto forma di rivolto, il III grado, viene considerato, come primo rivolto del I grado, il IV grado primo rivolto del II grado, il VI grado secondo rivolto del II grado, il VII primo rivolto del V.
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Abbiamo dunque determinato le funzioni principali di tutti i gradi della scala: il II-V-I allo stato fondamentale, il III-IV-VI-VII allo stato di rivolto.
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Riassumiamo i vari andamenti del basso nelle funzioni principali sia alla stato fondamentale che sotto forma di rivolto. Ricordiamo che quando parliamo di basso, ci riferiamo alla nota che si trova al basso nell'accordo, mentre quando parliamo di basso fondamentale o fondamentale, ci riferiamo alla nota generatrice dell'accordo, che coincide con il basso solo quando l'accordo è allo stato fondamentale.
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-1- Accordi allo stato fondamentale: I-II-V-I. -2- Accordi allo stato di rivolto: I-IV-V-I, III-IV-V-I, I-VI-V-I, III-VI-V-I, I-II-VII-I, III-II-VII-I, tutti questi andamenti (ed altri) del basso, hanno (naturalmente se armonizzati con accordi principali) come bassi fondamentali i gradi principali I-II-V-I, -3- Anche i gradi principali, possono essere interpretati come rivolti di altri gradi principali: il II grado, grado principale, dopo essere interpretato come grado fondamentale, può essere interpretato come secondo rivolto del V nell'andamento III-II-I, (per avere sia la cadenza sospesa II-V sia quella perfetta V-I, in questo caso imperfetta perché uno degli accordi è allo stato di rivolto) quindi l'andamento del III-II-I avrà come bassi fondamentali I-II-V-I. E' ovvio che il II grado può essere interpretato solo come secondo rivolto del V.
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FUNZIONI ARMONICHE DERIVATE
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Il IV e VII grado sono considerati gradi derivati rispettivamente del II e del V. Sono considerati accordi di settima senza la fondamentale.
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Non compiono mai il salto principale di quarta ascendente o quinta discendente, (salvo nelle progressioni, dove i gradi della scala perdono le loro funzioni tonali) si muovono salendo di grado, sul grado di risoluzione della fondamentale elisa. I suddetti gradi avranno il seguente andamento al fondamentale: IV-V e VII-I. Anche il III grado può essere considerato grado derivato dal primo, avrà l'andamento III-IV.
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FUNZIONI ARMONICHE SECONDARIE
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Per funzioni armoniche secondarie si intendono quelle successioni che si basano su quei gradi che non hanno un rapporto diretto con le cadenze strettamente tonali.
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Lasciano presentire un leggero deviamento dalla tonalità, infatti pur mancando di sensibili potrebbero essere interpretate come funzioni principali di tonalità affini.
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Esse si formano sul III e VI grado con aspetto fondamentale. Quando ad un grado si dà l'aspetto di fondamentale, esso si muove naturalmente per salto di quarta giusta ascendente o quinta giusta discendente. In questo caso non si parla di cadenze, perché questi salti non assumono valori affermativi tonali.
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Il VI grado si muoverà verso il II, i rivolti si formano sul I e III grado si muoveranno verso il II allo stato di fondamentale o di rivolto. I fondamentali ed i rivolti, si possono trovare con questo andamento fondamentale: I-VI-II-V-I. Dove l'apertura sul sesto grado, ci si ricollega all'andamento cadenzale tonale principale.
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Il III grado come nota fondamentale viene meno usato, anche esso compie il salto di quarta o quinta e si muove al VI. Si nota un maggior deviamento dalla tonalità in quanto va a cadere su un grado con funzione secondaria.
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